Il Territorio di Ortucchio

Richard Keppel Craven
Richard Keppel Craven

“La veduta del panorama di Ortucchio è tra le più belle e si presenta lungo tutta l’estensione della riva. Un grande bosco di querce copre tutto il graduale pendio che c’è tra riva e montagne, le quali si  innalzano in successione e fantastiche catene fino alla grande altezza; dai burroni e dalle vallate che si aprono alle loro basi parecchi corsi d’acqua di modesta importanza trovano la loro via verso il lago in mezzo agli alberi e a zone colorate”

 

Richard Keppel Craven (Viaggio attraverso l'Abruzzo durante l'estate del 1831) 

 

ORTUCCHIO, STORIA DI UN NOME

 

L’origine del nome Ortucchio resta legata a diverse ipotesi, la prima è legata al nome di Paolo Marso: il nome Ortucchio deriverebbe da Ortigia, isola del Mar Ionio, oggi Delo, per i presunti rapporti Marsica-Oriente; per Corsignani e Antinoni, invece, il nome deriverebbe da Hortus Aquarum e sarebbe legato alla presenza di acque sorgive presenti in tutta la zona.

La prima attestazione risale ad un documento relativo al periodo della dominazione longobarda (la contea della Marsica faceva parte del Ducato di Spoleto dal 943) datato novembre 1007 e conservato nell’Abbazia di San Clemente a Casauria, in cui troviamo il nome Ortucla. 

IL TERRITORIO

Un tempo queste stesse zone erano occupate dal mare, le rocce calcaree si sono infatti originate da depositi marini tipici delle zone lagunari e di scogliera ed in particolare da alghe, coralli, molluschi, bivalve e gasteropodi.

 

La storia geologica del territorio di Ortucchio inizia circa 150 milioni di anni fa. In quell’epoca così lontana un mare limpido, poco profondo e molto ricco di organismi viventi, occupava la quasi totalità del territorio di Ortucchio. Nelle acque, piuttosto tranquille e calde, trovavano le condizioni ideali imponenti processi di sedimentazione carbonatica.

 

90 milioni di anni fa i fondali del nostro territorio cominciano ad alzarsi: un ambiente di mare poco profondo, di piattaforma "sottile" o di "scogliera", in cui vivono coralli e briozoi, mentre nelle acque più profonde vivono rettili marini e, sulle terre emerse, i grandi rettili.

40 milioni di anni fa gli Appennini iniziano ad innalzarsi grazie alla forza innescata dalle placche africana ed europea, in movimento l’una verso l’altra.

Intorno ai 5 milioni di anni fa, nel Pliocene Superiore, l’area di Ortucchio cominciò a subire una generale distensione provocando gigantesche fratture nelle immense bancate rocciose già piegate dai precedenti movimenti di compressione; queste fratture (faglie), appaiono come tagli colossali le cui parti opposte si sono spostate una rispetto all’altra.

 

Tale distensione corrisponde ad un lento sprofondamento ancora in atto, la cui prova è data dall’alta sismicità dell’area. Il bacino così formato si riempì sin dalle epoche più antiche, divenendo luogo ideale per lo sviluppo della vita dei primi uomini.

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