Il Medioevo a Ortucchio

Gli ultimi tormentati anni dell’Impero Romano portarono alla divisione dell’immenso territorio che lo costituiva, mentre il governo passò nelle mani di quei popoli barbari che già da tempo godevano dell’hospitalitas romana.

 

Questi secoli sono segnati dalla nascita dello Stato della Chiesa e del Sacro Romano Impero, dallo sviluppo del Modello socio-economico feudale, nonché dall’espansionismo dell’Impero Islamico su tutto il bacino del Mediterraneo. Nel 380, infatti, il Cristianesimo diventò religione di stato e, man mano che le istituzioni dell’Impero d’Occidente si sgretolavano, la Chiesa divenne l’unico vero punto fermo della società e anche il territorio Marsicano venne popolato di edifici religiosi.

Tra 400 e 410 arrivarono in Italia i Visigoti, il 24 agosto 410 entrarono a Roma e la saccheggiarono per tre giorni (sacco di Roma). Nella lotta tra Impero e barbari la Marsica venne attraversata dagli eserciti Visigoti di Alarico tra il 410 e il 412.

Nel 527 salì al trono imperiale bizantino Giustiniano che intraprese una lenta guerra di riconquista sui goti: la Guerra gotico-bizantina (535-553). La guerra fu lunga e sanguinosa e cominciò dalla Sicilia per risalire tutta la penisola. Nel 538 il comandante bizantino Giovanni riconquistò anche la Provincia Valeria, in cui si trovava il territorio di Ortucchio, portando saccheggi e devastazioni.

Nel 541 divenne capo dei goti Totila (detto l’Immortale),  che pose Roma in assedio tre volte: nel 544, nel 547 e nel 549. Gli eserciti dei goti e dei bizantini attraversarono più volte la Marsica in questi anni, per svernare o durante le fughe e i ripari da assedi e imboscate.

Il lago intanto tornò ad invadere il bacino e a sommergere gli insediamenti romani costruiti intorno al bacino, un tempo controllato dall’emissario claudiano. Gli abitanti si spinsero sui rilievi, in centri fortificati (Mesola, La Punta e Arciprete); successivamente ridiscesero a valle per stabilirsi sul colle di Ortuculum.

Intanto gli edifici religiosi si moltiplicano e, nel 551, è attesta la presenza di un vescovo locale  legato all’antico municipio di Marruvium.

Testimonianze di questi cambiamenti si leggono, nel territorio di Ortucchio, tra i resti delle antiche ocri

L’insediamento marso di Mesola (che risale al VI o V sec. a.C.), fu abbandonato a metà del I sec. e utilizzato come luogo di sepoltura. In in età tardo-antica fu edificata qui la Chiesa di S. Arcangelo sopra Mesola.

Così accadde anche all’insediamento italico-romano di Amplero, dove, sull’acropoli la Giostra, si vede ancora un edificio di culto che deve la sua forma attuale ad un rifacimento dei primi secoli del medioevo.

Nella località La Punta di S.Manno si notano resti di un santuario italico (Santuario di Giove e i Dioscuri) su cui fu edificata la Chiesa di S. Manno con un Monastero di Cistercensi, da cui prese il nome la contrada e che fu distrutto dall’anarchia barbarica prima del mille.

L’Oppidum di Arciprete, ospitò solo una necropoli  databile I sec. a.C., ma le architetture del glorioso periodo italico-romano dovevano essere ancora maestosi nel medioevo, tanto che il nome di Archiprete ricorre  spesso sui documenti del periodo.

Al termine della guerra gotico-bizantina, l’Impero d’Oriente si impose in Italia.

Nel 553 un’orda barbarica franco-alemanna, alla quale si unirono  i superstiti ostrogoti, devastò l’Italia. Il territorio marsicano fu percorso nel 554 dagli Alemanni Leutari e Bucellisso che, chiamati dai Goti, devastarono il territorio. Solo nel 555 tutti furono sconfitti e ricacciati.

 

Al termine di questo sanguinoso e caotico periodo, i centri abitati erano distrutti e gli assedi avevano messo a dura prova la resistenza fisica degli abitanti dei centri urbani, mentre la mancanza di cibo e le scarse condizioni igieniche avevano gettato nella cupa miseria la popolazione rurale, come quella marsicana.

Nel 568 il popolo dei Longobardi scese in Italia. Il regno Longobardo era diviso al proprio interno in numerosi ducati.

Tra il 571 e il 574 i Longobardi arrivano nella Provincia Valeria.

Nel descrivere l’occupazione longobarda della Provincia Valeria, Gregorio Magno riferisce dell’impiccagione di due monaci nella Valeria e della decapitazione di un venerabilis diaconus (forse identificabile nel Martire Cesidio) in territorio dei Marsi.

 

Con Autari, a partire dal 584, il regno diventò più unito e forte. Tuttavia, i ducati di Spoleto e Benevento godevano di un’autonomia che li rendeva pressoché indipendenti. La Provincia Valeria venne annessa al Ducato di Spoleto nel 591 ad opera di Ariulfo e trasformata in una GASTALDIA retta da un GASTALDIUS MARSORUM, probabilmente residente nella Città Marsicana (San Benedetto dei Marsi).

Il modello produttivo longobardo era curtense (il terreno era diviso in curtis in cui si facevano diverse attività), e in qusto periodo i commerci risultano notevolmente ristretti e si registra un crollo demografico, testimoniato dal fatto che numerose terre restano incolte. Nell'incertezza politica, le vie di comunicazione sono sempre meno curate e sorvegliate.

Tra i secoli VI e VII probabilmente il lago Fucino tornò ad avere i livelli precedenti ai prosciugamenti romani.

 

In un documento risalente all’VIII sec. d.C., proveniente da fonti monastiche cassinesi, si fa riferimento al censo degli abitanti delle zone ripuarie del lago, quindi anche degli abitanti di Ortucchio. Nel documento, a partire dal 782, si trova il censo espresso in pesci e la scarsità numerica (500 pesci c.ca.) testimonia della miseria dovuta ai privilegi feudali, rimasti anche dopo l’abolizione dei feudi, che scoraggiavano la pesca.

Da questo momento fino alla metà del 1200 Ortucchio rimase un piccolissimo abitato che viveva intorno alla chiesa di S.Maria, l’attuale S.Orante, coltivando i pochi campi circostanti. Altri piccoli insediamenti si raccoglievano intorno alle comunità monastiche stabilitesi sulle alture.

Doveva esserci un insediamento italico-romano sull’altura maggiore del colle di Ortucla, posizionato dove oggi sorge S.Orante. La costruzione di Santa Maria In Ortucla o Ortuchis risale probabilmente alla fine dell’VIII sec., e fu affidata a maestranze farfensi. Tracce dell'antica costruzione si possono leggere nei pochi affreschi, nella parte interna del portale e nel frammento di pulpito oggi murato sulla parete esterna della Chiesa.

Testi consultati

Soprintendenza per i beni ambientali artistici e storici per l’Abruzzo.

Ortucchio e i suoi monumenti, L’Aquila, 2000

AAVV. Storia di Ortucchio, Roma, 1985

L’Aia dei Musei, Catalogo, Avezzano, 2012

AA.VV. Memorie Storiche di Ortucchio, Avezzano, 1984

F.Gori, Guida storica e artistica geologica e antiquaria dei paesi intiorno al Lago Fucino, 2004

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