Il periodo italico e l'occupazione romana a Ortucchio

All'inizio del IX secolo il Fucino ebbe un notevole innalzamento che portò all'abbandono dei villaggi di Ortucchio (che si trovava fra le strade 28 e 29 del Fucino) e Luco.

Dopo l'abbandono del villaggio, la popolazione si trasferì nella valletta interna di Arciprete.

E' probabile che in età arcaica la comunità insediata nel vicus (villaggio) posto nella valletta di Arciprete, per ragioni di difesa, si sia insediata sull'altura di M. Praticelle dove sorse l'ocri (forse centro fortificato di Anxa), che divenne il centro abitato maggiore dell'area.

 

Già dall'epoca di Paolo Marso (XVI secolo) si favoleggiava che nella località di Arciprete, posta nel territorio di Ortucchio, sorgesse la mitica città di Archippe, sommersa dalle acque del Fucino.

I territori intorno al lago erano popolati in gran parte dai Marsi, che occupavano anche l’alta Valle del Giovenco e la Valle Roveto, solo la parte nord-occidentale, quella oggi occupata da Avezzano e dal suo territorio, era occupata dagli Equi. Risale probabilmente a questo periodo un santuario costruito sulla sommità dell'isola-penisola, nel posto che oggi occupa la Chiesa di S.Orante.

 

 

La prima menzione dei Marsi da parte dei romani si ha nel 340 a.C.: (Livio, VIII, 6, 8) sono menzionati tra le popolazioni vinte da Roma nella II guerra sannitica. Del 340 a.C. é il trattato di alleanza che li legò definitivamente a Roma: i Marsi adottarono alfabeto e lingua di Roma e ne subirono l’influenza. 

Il nome originario di Archippe doveva essere Arguisgrippa e doveva rappresentare per i Marsi un frammento fondamentale della loro storia e della loro identità, se anche Virgilio cita questo nome nell’Eneide (VII, 752) e ne parla come di un re. Plinio accenna alla fondazione della città di Archippe e ad una vera e propria saga legata a questa fondazione e ciò dimostra come in un territorio come quello dei Marsi, ancora in età imperiale, fra i sopravvissuti della Guerra Sociale, ci fosse un così forte legame con le origini.  

da Storia di Ortucchio, Roma, 1985

La tradizione orale è supportata dai ritrovamenti archeologici: provengono da questo  insediamento abbandonato diversi oggetti in bronzo databili tra il VIII e il V secolo a.C. Dal territorio di Ortucchio provengono anche due dischi-corazza (risalenti all’VIII sec. a.C. oggi conservati a Museo Pigorini di Roma).

Nel 303 a.C. fu fondata Alba Fucens, unico insediamento urbano in mezzo a piccoli centri fortificati sulle alture (oppida, come M.Praticelle, e vicus, come Arciprete che, da questo periodo, cominciano ad ospitare strutture romane, sacelli e sepolture, come quelle di Colle della Cisterna e di Arciprete). 

Nel 304 a.C. i Marsi diventarono "foederati" dei Romani. 

 

Dopo la grande crisi della Guerra Sociale (91-89 a.C.), in cui gli alleati italici presero le armi contro Roma, anche le popolazioni intorno al lago ricevettero la cittadinanza romana e la Marsica subì una radicale trasformazione (risale proprio al I sec a.C. la tomba rupestre a Camera rinvenuta in località la Celletta).

  

Ville rustiche e residenziali sorsero nella fertile campagna e nell'attuale abitato di Ortucchio, sfruttandone le risorse.

Agli insediamenti sono associate le necropoli che, in alcuni casi, costituiscono le tracce più evidenti dell'organizzazione territoriale, come nella necropoli di via Mesola.

 

[Su questo argomento: Dal Canale di Ortucchio alla necropoli romana]

Tra la fine del I sec. a.C. e i primi decenni del successivo, la Marsica è inserita nel fenomeno dell’urbanizzazione dato dalla presenza dei municipia che assumono, proprio verso la fine del I sec. a.C,. l’aspetto architettonico tipico della città romana. 

Il territorio del Fucino fu diviso tra tre centri autonomi (municipia): Alba Fucens, Marruvium (San Benedetto) e Anxa-Angitia (Luco), a cui si aggiunse anche Antinum (Civita d’Antino), nella Valle Roveto.

 

In questo periodo il territorio di Ortucchio entra a far parte del municipium di Marruvium (S. Benedetto dei Marsi); tracce di edifici romani restano ancora nelle campagne e nelle cantine di alcune case nell’abitato attuale di Ortucchio e nelle pietre che costituiscono il corpo della Chiesa di S. Orante.

Nella prima metà del I sec d.C. il lago fu trasformato grazie all’Emissario realizzato tra l’età di Claudio e quella di Adriano, nel IV sec. d.C., quando la Marsica sarà inclusa nella Provincia Flaminia et Picenum.

Si registra, nel 346, un terremoto e gravi danni alle strutture. Nel 398 il territorio passa nella Provincia Valeria: comincia una grave crisi legata a quella dell’Impero la cui conseguenza sarà il degrado del paesaggio agrario e lo spopolamento delle campagne.

L’emissario perderà la sua funzionalità alla fine del V o agli inizi del VI sec. d.C..

Testi consultati

Soprintendenza per i beni ambientali artistici e storici per l’Abruzzo.

Ortucchio e i suoi monumenti, L’Aquila, 2000

AAVV. Storia di Ortucchio, Roma, 1985

A cura di Gennaro Luongo. La Terra dei Marsi. Cristianesimo, cultura, istituzioni, 2002

L’Aia dei Musei, Catalogo, Avezzano, 2012

AA.VV. Memorie Storiche di Ortucchio, Avezzano, 1984

G.Gori. Guida storica e artistica geologica ed antiquaria dei paesi intorno al Lago Fucino, Roma 1864

M. Febonio, Historia Marsorum, Napoli, 1678

Create your own Animation