Le tradizioni di Ortucchio

La storia del territorio di Ortucchio è antica e misteriosa, persa tra insediamenti che si confondono nella lontana preistoria e i miti che li hanno resi unici.

A dare forma a queste usanze e antichi miti sono state le culture che di volta in volta li hanno sviluppati o appresi: dagli antichi Marsi, ai Romani, ai Longobardi e agli spagnoli e alla conformazione del luogo, che rendeva Ortucchio una isola/penisola sulla parte più orientale e isolata del lago.

Questo territorio è stato anche teatro di sconvolgimenti che hanno forgiato, non solo il carattere della gente, ma che spesso hanno modificato talmente tanto l'immagine del territorio da renderla irriconoscibile.

I viaggiatori dell'Ottocento che ne hanno parlato si stupivano delle peculiarità degli usi e del paesaggio pittoresco. Non sembra sia passato molto tempo da allora, eppure, il lago è scomparso e il paesino medioevale è stato raso al suolo dai terremoti. Nel terremoto del 1915, in particolare, il disfacimento urbanistico fu accompagnato da quello culturale: quella mattina del 13 gennaio, nella bella chiesa barocca al centro del paese, c'erano i sacerdoti di ritorno dalle missioni che stavano celebrando la messa per le donne. Le donne, responsabili dell'educazione e del passaggio della cultura rimasero, tutte, sotto le macerie. 

La condizione di povertà che ha caratterizzato la vita, anche a causa della politica latifondista dei Torlonia, ha cancellato, negli anni, ogni orgoglio identitario. L'Associazione Quelli di Archippe, recuperando tradizioni, usi e feste locali vuole innanzitutto creare un dialogo tra generazioni e poi riallacciare i cordoni della storia distinguendo tra importazioni recenti e tradizioni antiche, per recuperare il carattere orgoglioso dei nostri antenati e farne una ricchezza per il territorio. 

 

Fra le tradizioni più sentite c'è la festa di San Martino.

 

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