I tesori della terra tra Fucino e Maremma

Il 9 settembre 2012 L'Associazione Quelli di Archippe in collaborazione con la Pro Loco e il contributo del comune di Ortucchio e della Provincia di L'Aquila, ha dato vita ad una giornata dedicata ai tesori della terra.

E' stata questa l'occasione per sfruttare un antico gemellaggio, quello che il comune di Ortucchio ha con Capalbio, dovuto all'antica emigrazione ortucchiese in Maremma. Un gemellaggio fra due territori con una storia simile, nati da condizioni non adatte al lavoro agricolo e, che grazie ad un'opera di bonifica hanno trovato una nuova vita.

 

Particolarmente interessante è stato il convegno dal titolo:   Piana del Fucino e Maremma Toscana: sinergie produttive e di sviluppo turistico. Analisi e prospettive. 

    E' stato il sindaco, Federico D'Aulerio, a fare gli onori di casa salutando gli amici di Capalbio e gli ospiti intervenuti: Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale; Emilio Iampieri, consigliere regionale; il dott. Gatti, esperto di Distretti Rurali; i rappresentanti di categoria della Confartigianato (dott. Angeloni), della Confagricoltura (dott. Fabrizi) e dell'ASCOM (dott. Celso Cioni).

 

    Il Consigliere provinciale Alfonsi ha descritto il progetto dei Distretti Rurali, creati anni fa ma mai attuati, come soluzione alla promozione agricola e territoriale e l'esperto dott. Gatti ha sottolineato come il riconoscimento internazionale della qualità possa essere realizzato solo attraverso strumenti di questo genere, già realizzati in altre regioni che oggi vantano eccellenze nel settore agroalimentare e artigianale.

    I rappresentanti di categoria hanno sollevato problematiche specifiche: il dott. Angeloni ha testimoniato della criticità del comparto artigianale, dovuto anche alla estinsione delle scuole di formazione sul territorio, chiamando in causa lo stesso consigliere Iampieri; il dott. Fabrizi ha invece sollevato il problema annoso della razionalizzazione idrica e della mancanza di consorzi sul territorio che, benché il livello di industrializzazione agricola sia avanzata, non riesce a imporsi sui mercati con il giusto rilievo.

   La strategia portata avanti dalla Confagricoltura è quello della consapevolezza (anche tramite la pubblicazione di libri che raccontano della colossale bonifica del Lago Fucino, terzo in Italia per grandezza): ricordare di trovarsi in un territorio modificato da una bonifica e comprendere che la cura di un territorio di questo genere è la carta vincente. Gli ospiti di Capalbio, nella persona di Loreto Gigli, hanno sottolineato come questa stessa situazione abbia portato in Maremma alla creazione di cooperative e consorzi che hanno reso forti e responsabili gli agricoltori, tanto da poter investire in prodotti di qualità e deciderne il prezzo di mercato.

    Da questo confronto, anche acceso, a volte, dagli interventi del pubblico, ne è scaturita una riflessione: forse è il piano di sviluppo agricolo che pare mancare sull'intero territorio nazionale e che viene compensato dalle capacità dei pochi agricoltori che sanno organizzarsi?

 

   Al convegno ha partecipato anche l'Imprenditore Dario Aureli, che ha raccontato la sua storia familiare come esempio di strategia agricola vincente, basata non solo sulla qualità del prodotto, ma su una strategia di mercato incentrata sulla trasformazione del prodotto sul territorio e sulla vendita internazionale. Ha precisato Aureli, che "vendere un prodotto di qualità significa vendere un territorio di qualità: la storia, la cultura, le tradizioni; sono queste le prerogative vincenti di un prodotto sul mercato internazionale". 

 

   Durante la giornata stand di prodotti agricoli del territorio marsicano sono stati presentati al pubblico: lo zafferanno di Trasacco, il tartufo di Celano, il miele e i formaggi della zona. Musica popolare e animazioni per i ragazzi, accompagnati dal buon vino Montepulciano della Cantina del Fucino, hanno rallegrato il Castello e la piazza antistante.

Suggestivo è stato invece lo spazio interno della fortificazione aragonese, dove gli artigiani lavoravano dal vivo i loro manufatti in una cornice d'altri tempi.

A concludere la giornata una gara al sapore di zucca: la premiazione della zucca più pesante e una degustazione di piatti tutta arancione, dall'aperivo al dolce. 

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