Bitterfont. Tragicommedia per attori e pupazzi.

 

 

Teatro d'attore e pupazzi animati a vista, per ragazzi dagli otto anni e pubblico misto.


 

 

Testo e regia: Barbara Chiarilli


con: Mariella Buccilli, Marco D'Amico, Edoardo Jaggeregger, Stefania Martellone, Sara Scenna, Maria Lucia de Cristofaro, Barbara Chiarilli.


Durata: 1 ora circa

—L’idea di questo progetto nasce tra le viuzze di un paesino dell’Abruzzo, con la necessità di confrontarsi con gli avvenimenti storici e politici contemporanei e con la storia d’Italia, quella ‘grande’ degli avvenimenti che resteranno sui libri, e quella ‘piccola’, della gente comune, che difficilmente qualcuno ricorderà.
Nella storia di questo paese abbiamo ritrovato le vite dei cafoni di Fontamara, e il sogno di una rivincita sociale mai del tutto compiuta. Fontamara o FonteAmara, è un anonimo luogo di una qualsiasi parte del mondo. BitterFont si chiamerà allora questo luogo, dominato da dinamiche di potere, nutrite da tecniche di comunicazione ormai raffinate che, nel 1930,  quando il romanzo fu scritto, erano ad uno stato di sperimentazione. Nel frattempo i cafoni sono usciti dall’ignoranza e il 1900, il secolo delle ideologie, si è concluso, ma, contemporaneamente, il linguaggio dei media si è specializzato e i gruppi di potere si sono rafforzati e hanno costruito una vera e propria ‘fabbrica del consenso’. Lottare contro l’atrofizzazione dello spirito critico, questo è il messaggio del protagonista, Berardo Viola, che, come in un rito antico, si sacrifica per liberare il paese dalla schiavitù del pensiero. A condurci verso il teatro di figura è stata l’ironia che attraversa questa tragedia. Silone è uno scrittore di grandi capacità satiriche, alla Grosz, alla Bosch, che nel dipingere gli oppressori degli umili, i voraci dominatori del mondo, si mostra capace di scrivere pagine di ilare comicità richiamandosi alla tradizione della farsa, della burla, su su fino alla fabula atellana di Plauto. Il sacrificio dei bitterfontesi contribuirà a creare una nuova consapevolezza, in un popolo in balìa di politici e autorità che hanno perso, ormai, il senso dello Stato e il rispetto dell’Uomo, in quanto manovrati come pupazzi, buffi e grotteschi, dal desiderio insaziabile di Potere.

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